Da "Avvenire" del 25 luglio 2017


Vito Punzi - Il saluto di e a mons. Tonucci

 Rientrato nelle sue Marche il 1° dicembre 2007 con l’incarico di prelato e delegato pontificio di Loreto, lui che è nativo di Fano e sente la propria città natale come una comunità tuttora molto viva, e che per 36 anni aveva prestato servizio diplomatico per la Santa Sede in mezzo mondo, mons. Giovanni Tonucci s’appresta a lasciare la città marchigiana che custodisce la reliquia della casa di Maria di Nazareth. A sostituirlo, per raggiunti limiti d’età, arriverà il prossimo 2 settembre, dopo essere stato nominato da papa Francesco il 20 maggio scorso, mons. Fabio Dal Cin.

Tonucci ha già annunciato che presiederà il suo ultimo pontificale in basilica il prossimo 15 agosto, per la festa dell’Assunta, ma già sabato scorso ha voluto intorno a sé i parroci, le comunità religiose, i fedeli, le autorità pubbliche della città mariana per un abbraccio di saluto.

In quasi dieci anni di servizio a Loreto (“la mia permanenza più lunga nello stesso luogo da quando sono stato ordinato presbitero”, ha ricordato lui stesso durante la Messa celebrata in basilica) eventi, opere, incontri da ricordare di cui mons. Tonucci è stato protagonista, in un luogo meta internazionale di pellegrinaggio come Loreto, sarebbero infiniti. A ricordarne alcuni c’ha provato p. Vincenzo Mattia, il vicario della prelatura, introducendo la celebrazione con un saluto a nome dell’intera Chiesa lauretana. Su tutti la visita di Benedetto XVI, il 4 ottobre 2012, per ricordare i 50 anni dalla storica visita di papa Giovanni XXIII a Loreto (e Assisi), prima del Concilio Vaticano II e in generale la cura con la quale mons. Tonucci ha voluto ripristinare il decoro all’interno della basilica, spostando tra l’altro la penitenzieria dalla basilica al palazzo apostolico.

Durante la sua omelia di commiato mons. Tonucci ha voluto evitare bilanci (“sarebbe fuori posto, servirebbe a poco”, ha detto) e piuttosto ha sollecitato tutti a “non guardare indietro, ma avanti”. “Per me una vita diversa, nuova, che spero possa permettermi di lavorare come sacerdote in semplicità, senza responsabilità di amministrazione e governo. Per voi inizio nuovo, con nuovo Pastore, vero dono di Dio al suo piccolo gregge lauretano.” Niente consuntivi, ma persone da ricordare, da portare con sé: “Cambio casa per la diciottesima volta”, ha aggiunto, “e tornando a vivere a Fano chiudo un cerchio. Ricco dei vostri volti, dei tanti ricordi di incontri, di condivisione, di un cammino fisico e spirituale fatto insieme. Ricco di tante cose vissute e imparate. Ricco della vostra generosità e della vostra pazienza. Ricco per il contatto quotidiano con la Santa Casa e con Maria, la Madre.”

Davanti al popolo lauretano che gremiva la basilica mons. Tonucci non si è trattenuto dall’esternare il proprio stato d’animo “Provo in questo momento una felicità profonda. Non si tratta di allegria, che è qualcosa di superficiale, ma di felicità, che sento dentro anche di fronte alle difficoltà, ai dolori, alle delusioni. Una felicità serena che non mi illude, ma che mi dà pace.”

Le ultime parole della sua omelia Tonucci ha volute riservarle al suo successore, ricordando ai presenti che l’arrivo di mons. Dal Cin sarà “l’occasione privilegiata per andare avanti con nuovo entusiasmo, insieme con padre che conoscerete, che vi piacerà e che farà bene. Accoglietelo con amore, vogliategli bene, aiutatelo come sempre si deve fare con un padre, che Dio ci dona e sul quale possiamo e dobbiamo contare.”

Al termine della Messa, cena in piazza della Madonna, grazie all’impegno di tanti, giovani e giovanissimi compresi, che così hanno voluto salutare e ringraziare mons. Giovanni Tonucci.