Esperienza Spirituale

I Messaggi della Santa Casa "Reliquia e Icona"

Dummy Image

A Loreto Maria ti accoglie nella sua casa per farti rivivere la grazia di questo annuncio:
» ti aiuta ad incontrare Gesù
» ti aiuta a riconciliarti con Dio nella confessione;
» ti aiuta a crescere come suo figlio Gesù
» ti aiuta a riscoprire il valore della preghiera, del lavoro e dell'amore;
» ti aiuta a specchiarti nella vita della Santa Famiglia di Nazaret perchè la tua famiglia diventi una famiglia cristiana e la tua casa un'altra Santa Casa!

Il Beato Giovanni Paolo Il nella Lettera per il VII Centenario lauretano, indirizzata all'arcivescovo di Loreto, il 15 agosto 1993, ha scritto: "La Santa Casa di Loreto non è solo una reliquia, ma anche una preziosa icona concreta" (n. 2). E' reliquia perché è "resto", cioè parte superstite della dimora nazaretana di Maria. E' icona perché si fa specchio che riflette ineffabili verità di fede e rifrange luce su alti valori di vita cristiana. Per questo la Santa Casa di Loreto è il primo santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine (ivi, n. 1). Vengono qui richiamati i messaggi biblico-teologici del ricco magistero-lauretano di alcuni Papi, in primo luogo del Beato Giovanni Paolo II.

Culla dell'Immacolata

La Casa nazaretana venerata a Loreto è identificata dalla tradizione con quella in cui "la Vergine Maria nacque e fu educata e poi salutata dall'angelo Gabriele" (Teramano). Lo ha ribadito anche Giulio II nel 1507 e, in seguito, numerosi pontefici.

Dimora del Verbo Incarnato

La Santa Casa è il santuario dell'Incarnazione. E' questo il mistero di cui essa fa quotidiana e orante memoria. E' questo il mistero che teologicamente la caratterizza e la qualifica. Scrive il beato Giovanni Paolo II nella Lettera per il VII Centenario: "La S. Casa di Loreto è 'icona' non di astratte verità, ma di un evento e di un mistero: l'Incarnazione del Verbo. E' sempre con profonda commozione che, entrando nel venerato sacello, si leggono le parole poste sopra l'altare: Hic Verbum caro factum est: Qui il Verbo si è fatto carne. L'Incarnazione, che si scopre dentro codeste sacre mura, riacquista di colpo il suo genuino significato biblico".

Cenacolo dello Spirito Santo

La Vergine Maria nella sua Casa di Nazaret ha concepito il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo (Lc 1, 13). Così sviluppa questo aspetto il Beato Giovanni Paolo II nella Lettera per il VII Centenario: "E dove si potrebbe parlare con più efficacia del ruolo dello Spirito Santo, 'datore di vita', se non nel Santuario lauretano, che ricorda il momento e il luogo in cui Egli compì la suprema delle sue operazioni 'vivificanti' dando vita, nel seno di Maria, all'umanità del Salvatore?".

Tabernacolo della Santissima Trinità

Nell'annuncio dell'angelo a Maria sono chiamate in causa le tre Persone della Santissima Trinità: Dio Padre (l'Altissimo), Dio Figlio e Dio Spirito Santo.

Casa dell'avvento

Maria nella sua dimora nazaretana, in un prolungato avvento, attese la nascita del Figlio nel silenzio e nella contemplazione del mistero.

La Casa di tutti i figli adottivi di Dio

E un motivo teologico caro al magistero del Beato Giovanni Paolo II che vi è tornato più di una volta. La Casa del Figlio dell'uomo è la casa universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo, in un certo senso, passa attraverso quella casa. La storia dell'intera umanità in quella casa riannoda le sue fila. La Chiesa che è in Italia, alla quale la Provvidenza ha legato il santuario della S. Casa di Nazaret, ritrova lì una viva memoria del mistero dell'Incarnazione, grazie al quale ogni uomo è chiamato alla dignità di figlio di Dio”.

La "Casa comune" dei giovani

La Casa di Nazaret ha accolto Gesù, che ivi ha trascorso l'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza. Essa è punto privilegiato di riferimento per i giovani cristiani. In occasione del Pellegrinaggio dei giovani d'Europa, il beato Giovanni Paolo II, nel messaggio del 9 settembre 1995, ha detto loro: "Da Loreto questa sera abbiamo compiuto un singolare pellegrinaggio dall'Atlantico agli Urali, in ogni angolo del Continente, dovunque si trovano giovani in cerca di una 'casa comune'. A tutti dico: ecco la vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell'uomo!".

La Casa del sì di Maria e delle persone consacrate

Questo aspetto è stato messo in evidenza da Giovanni Paolo II nei suoi vari interventi mariano-lauretani, in special modo nella Lettera per il VII Centenario Lauretano. "La S. Casa ricorda in pari modo anche la grandezza della vocazione alla vita consacrata e alla verginità per il Regno, la quale ebbe qui la gloriosa inaugurazione nella persona di Maria, Vergine e Madre" (n. 8)

Santuario della riconciliazione

A Loreto giungono innumerevoli pellegrini per riconciliarsi con Dio e con i fratelli nel sacramento della confessione, sperimentando la dolcezza ineffabile del perdono e della grazia.

"Prima chiesa domestica della storia"

La Santa Casa di Loreto fa riferimento di per se, in primo luogo, al mistero dell'Incarnazione, perché lì è avvenuto l'annuncio angelico a Maria. E' considerata anche, però, luogo che accolse la Santa Famiglia. Scrive il beato Giovanni Paolo II nella Lettera per il VII Centenario Lauretano: "Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all'esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l'educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare chiesa domestica della storia" (n. 8).

Casa della vita nascosta di Gesù

Nel magistero del beato Giovanni Paolo II il precedente motivo trova un suggestivo approfondimento nell'omelia pronunciata a Loreto il 10 settembre 1995, davanti a quattrocentomila giovani: "Gesù prese dimora in lei (Maria) come in un tempio spirituale preparato dal Padre per opera dello Spirito Santo. E' grazie a Maria che la casa di Nazaret è diventata un simbolo così straordinario, essendo lo spazio in cui si è sviluppata l'umana vicenda del Verbo Incarnato; il luogo in cui Cristo cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2, 52)".

Luogo del lavoro santificato

E' questo un tema riproposto mirabilmente dal Beato Giovanni Paolo II nella Lettera per il VII Centenario con queste parole. "Nessuna considerazione teorica potrà mai esaltare la dignità del lavoro umano quanto il semplice fatto che il Figlio di Dio ha lavorato a Nazaret ed ha voluto essere chiamato 'figlio del falegname' (cf. Mt 13, 55). Il lavoratore cristiano che ripensa la sua vocazione all'ombra della Santa Casa scopre anche un'altra importante verità: che il lavoro non solo nobilita l'uomo e lo rende partecipe dell'opera creatrice di Dio, ma può essere altresì un'autentica via per realizzare la propria fondamentale vocazione alla santità". (cf. Laborem Exercens, 24-27)

Oasi degli infermi

Da sempre la S. Casa di Loreto è stata meta di pellegrini malati, che hanno invocato dalla Vergine protezione e guarigione. Dal 1936 vi confluiscono i 'treni bianchi' organizzati dall'Unitalsi e da consimili associazioni.

La Casa della vedovanza santificata

Su questo aspetto inedito ma altamente significativo si è soffermato il beato Giovanni Paolo Il nel suo discorso rivolto alle vedove di Sarajevo, nella basilica di Loreto, il 10 dicembre 1994. Ecco le sue parole: "Il pensiero va, in questo momento, alla Famiglia di Nazaret. Grande è il suo fascino! In essa si rispecchia ogni situazione familiare, anche la vostra. Maria Santissima, infatti, per quanto possiamo intuire leggendo i Vangeli, ha conosciuto la condizione della vedovanza: del suo sposo San Giuseppe, dopo l'episodio di Gesù dodicenne nel Tempio, non si fa più parola".

La Casa in cammino

Una strofa dell'inno del VII Centenario Lauretano dice: "é la Casa del cammino /da Oriente ad Occidente / essa è segno della gente / pellegrina verso il ciel". Così la Casa lauretana diventa segno di protezione per emigranti ed esuli, che cambiano patria, come la dimora mariana di Nazaret. In special modo, la Madonna di Loreto è Patrona universale dei viaggiatori in aereo, e tale l'ha proclamata Benedetto XV nel 1920, come ricorda anche il beato Giovanni Paolo II nella Lettera per il VII Centenario quando scrive che: "La Vergine Lauretana viene ovunque invocata dai viaggiatori in aereo, in un abbraccio di pace che unisce idealmente tutti i continenti" (n. 2).