Il Messaggio della Santa Casa

EDITORIALE Le Litanie Lauretane

p. Giuseppe Santarelli

In tutto il mondo cattolico da secoli vengono recitate le Litanie Lauretane o al termine del rosario o come preghiera a sé stante. È noto che esse non sono sorte di per sé nel santuario della Santa Casa, perché sono il risultato di formulari antichi, alcuni risalenti al secolo XII, i quali però nel santuario di Loreto hanno trovato una redazione definitiva che, di lì, si è diffusa ovunque. Infatti, i pellegrini che a Loreto, di sabato, sentivano cantare le Litanie mariane, le riportavano nei loro paesi di provenienza, facendole conoscere a una vasta cerchia di fedeli. E così presero il titolo di «Litanie Lauretane». 
Nel secolo XVI si assistette al fenomeno di una proliferazione di formulari litanici mariani, tra i quali eccelse quello elaborato proprio nel santuario di Loreto con il nome di «Litanie moderne» - per distinguerle dalle altre, dette “antiche”- o «bibliche», perché le singole invocazioni erano desunte dai testi dell’Antico Testamento, con riferimento accomodatizio a un aspetto della vita o a una virtù della Vergine. 
L’attenzione dei pontefici però andò sempre al testo antico delle Litanie Lauretane, la cui prima stampa è del 1572. Gregorio XIII nel 1584 e Sisto V nel 1587, ad esempio, concessero alcune indulgenze a particolari categorie di fedeli che le avessero recitate. Con il decreto Quoniam multidel 6 settembre 1601 Clemente VIII cercò di porre un limite al proliferare dei formulari litanici, non solo mariani, e prescrisse che, «conservate le litanie antiche e comuni che sono contenute nei breviari, messali, libri pontificali e rituali, così anche le litanie che si ha la consuetudine di cantare nella Santa Casa di Loreto», tutte le altre dovevano essere presentate alla Congregazione dei Riti per l’approvazione. In tal modo le Litanie Lauretane divennero ufficiali nella Chiesa. In una lunetta della volta della Cappella dell’Assunta o Americana, Beppe Steffanina, ha raffigurato Clemente VIII nell’atto di emettere il citato decreto. Lungo i secoli furono aggiunte dai papi altre invocazioni al formulario classico delle Litanie Lauretane: Pio V, a seguito della battaglia di Lepanto (1571), vi aggiunse “Aiuto dei cristiani”; dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata, fatta da Pio IX nel 1854, fu resa ufficiale l’aggiunta “Regina concepita senza peccato”; Leone XIII, nel 1883 volle aggiungevi “Regina del Rosario” e nel 1903 “Madre del buon consiglio”; Benedetto XV nel 1917, durante la prima guerra mondiale, dispose che vi si aggiungesse: “Regina della pace”; Pio XII nel 1950 volle aggiungervi “Regina assunta in cielo”; Paolo VI nel 1964 stabilì vi si aggiungesse “Madre della Chiesa”; e Giovanni Paolo II, a conclusione del VII Centenario Lauretano, nel 1995, vi aggiunse “Regina della famiglia”, con riferimento alla Santa Casa di Nazaret. Questi autorevoli interventi pontifici confermano l’ufficialità delle Litanie Lauretane e la loro diffusione nella Chiesa cattolica. 
Esse, lungo i secoli, sono state musicate da valenti maestri, tra i quali eccellono Pierluigi da Palestrina, Orlando di Lasso, Wolfgang A. Mozart e Lorenzo Perosi. L’arte del santuario di Loreto le ha esaltate con gli splendidi affreschi eseguiti da Cesare Maccari tra il 1890 e il 1895 nella calotta della cupola della basilica, dove sono raffigurate alcune invocazioni che, nelle ampie lunette, sono riferite a Maria Regina.