Il Messaggio della Santa Casa

LA PAROLA DELL'ARCIVESCOVO Natività della Beata Vergine Maria

S.E. Mons. Fabio Dal Cin

Natività della Beata Vergine Maria
Pochi sono i riferimenti alla vita di Maria nei Vangeli e forse questo ci può sembrare strano, soprattutto in questo momento storico dove tutto è documentato, fotografato, postato. Siamo abituati a sapere tutto di tutti in tempo reale ma con la stessa velocità con la quale rincorriamo le notizie spesso riusciamo anche a dimenticarle; non ci fermiamo a  riflettere  sul  senso,  sul  perché  delle  cose  o  degli avvenimenti. Le letture che abbiamo appena ascoltato ci conducono a una profonda verità: la venuta del Figlio di Dio sulla terra fu lungamente preparata dal Padre nel corso dei secoli.
Dio prepara sempre
Il Vangelo di Matteo riporta un lungo elenco di nomi, alcuni noti, altri poco conosciuti… forse dopo i primi nomi la nostra attenzione si è attenuata o forse ci siamo chiesti come mai l’evangelista si sia preso il disturbo di fare la ricerca genealogica della famiglia di Gesù mettendo in evidenza non solo i giusti, ma anche i grandi peccatori. Nessuno  va  fiero  delle  pecore  nere  della  sua 
famiglia! Eppure anche questo è messaggio di salvezza con il quale Dio ci parla e ci rivela il suo stile. Egli agisce in una storia di persone imperfette, fatta di tanti “sì” ma anche di tanti “no”, di tanta grazia ma anche di tante miserie umane e di tanti peccati. Ed è in questa storia che Dio prepara la venuta del suo Figlio Gesù. Egli lavora con il buono di noi ma anche con i nostri limiti. Il Signore non integra nel suo progetto solo i perfetti: per fortuna, altrimenti tutti saremmo esclusi! Nel grande disegno di Dio c’è posto per tutti, benché limitati e fragili, perché Dio si è fatto uomo per cercare e salvare chi era perduto (cf Lc 19,10).
Anche Maria è stata da Dio preparata 
Per singolare grazia, la Madonna è stata preservata da ogni macchia di peccato. Ma ciò non significa che non abbia dovuto anche Lei crescere e maturare, allenandosi nell’ordinarietà di tutti i giorni ad amare in modo concreto e a farsi dono per gli altri. Proprio in questo modo Maria si è resa disponibile alla chiamata di Dio. Dalla sua piccola casa, Maria ci dice che i grandi sì non si improvvisano, ma si preparano nelle piccole cose di tutti i giorni. Quando risponde all’angelo “Ecco l’ancella del Signore, si faccia in me secondo la tua parola”,la Madonna mette nelle mani di Dio tutta se stessa e con lei consegna anche tutta la storia che l’ha preceduta, perché sa che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio(Rm 8,28).
Lasciarci preparare da Dio
Anche  noi,  siamo  stati  creati  per  cose  grandi  e, seppur  piccoli  e  semplici,  Dio  ci  affida  una  missione da compiere. Ma non dobbiamo avere paura di nulla: né delle avversità, né dei nostri limiti, né  delle  contrarietà  della  vita  perché  quando  il Signore  vuole  affidarci  un  compito,  o  una  missione ci prepara sempre per svolgerla al meglio. Ci fa entrare in un processo di purificazione, di disponibilità e di preghiera, proprio come ha preparato Maria.
Preparare le giovani generazioni
La parola di Dio che abbiamo ascoltato non può non interrogarci anche sul nostro modo di preparare le giovani generazioni ad affrontare la vita e a pronunciare i loro grandi sì. Come adulti, educatori o genitori possiamo chiederci: quanto aiutiamo i ragazzi, i giovani a prepararsi alla realizzazione del loro progetto di vita? Camminiamo accanto a loro, condividiamo le loro gioie e le loro fatiche? Come li aiutiamo ad integrare fragilità e limiti? A gestire in modo positivo le tensioni, i conflitti e l’aggressività? A superare gli ostacoli? Perché non si impara a superarli rimuovendoli, ma affrontandoli! Soprattutto, quali modelli di speranza e di realizzazione proponiamo loro? È facile oggi che i giovani si ritirino in un mondo virtuale e diventino “allergici” alla vita vera, con le sue fatiche e i suoi sacrifici… “Insegnare a vivere”, non è offrire modelli patinati e falsi, bensì trasmettere il senso della vita, la sua sacralità e preziosità. La distinzione oggi non è più tra chi crede e chi non crede, ma tra chi si chiede o cerca il significato della vita e chi no!Per noi è Gesù Maestro ad insegnarci la vita: è lui la Vita! 
Papa Francesco ha voluto un sinodo dedicato ai giovani che si celebrerà nell’ottobre del prossimo anno. La preparazione a questo evento è per tutti noi una grande opportunità per diventare sempre più “collaboratori della gioia delle nuove generazioni” (cfr. 2Cor 1,24).
Oggi ad accendere la lampada per l’Italia, sarà il dott. Antonio Diella, Presidente Nazionale dell’UNITALSI - che ringraziamo per la sua presenza insieme all’Assistente Nazionale S.E. Mons. Luigi Bressan, Arcivescovo emerito di Trento. Credo che questa sia una presenza provvidenziale, in quanto l’esperienza unitalsiana, così legata a Loreto, che pone al centro della sua opera la cura degli ammalati, è di grande attualità perché offre a tutti, giovani e adulti, l’opportunità di misurarsi con la realtà della sofferenza, di non rimuovere i limiti, bensì di assumere la propria e altrui fragilità come una grande risorsa per vivere. Affidiamo a Maria di Nazareth i ragazzi e i giovani d’Italia perché li prenda per mano e li guidi alla gioia di un Eccomi, pieno, e generoso (cfr. Lc 1,38).