Il Messaggio della Santa Casa

EDITORIALE La mariologia di Papa Francesco

p. Giuseppe Santarelli

Il mese di gennaio si apre con la solennità di Maria Madre di Dio, una settimana dopo il Natale. La Chiesa, dopo aver celebrato la nascita del Figlio, accogliendo un antico uso orientale, si congratula, per così dire, con la Madre per il felice evento salvifico. L’anno nuovo, così, con questa solenne celebrazione della Vergine, viene messo sotto la sua materna protezione.
La ricorrenza liturgica suggerisce una breve riflessione sulla ricca mariologia di Papa Francesco. Nel suo magistero, egli ha sottolineato anzitutto proprio la maternità divina di Maria. Nell’omelia nella solennità della Madre di Dio del 1° gennaio 2014, ha detto: “Madre di Dio. Questo è il titolo principale ed essenziale della Madonna. Si  tratta  di  una  qualità,  di  un  ruolo  che  la  fede del popolo cristiano nella sua tenera e genuina devozione per la Mamma celeste ha percepito da sempre [...] È l’atteggiamento spontaneo e sincero dei figli che conoscono bene la loro Madre, perché la amano con immensa tenerezza. Ma è di più: è il sensus fidei del santo popolo di Dio che mai, nella sua unità, mai sbaglia”. La maternità divina di Maria  è,  dunque,  il  fondamento  della  devozione dei cristiani verso di lei. Papa Francesco si è rivelato devotissimo della Beata Vergine. Il primo gesto del suo pontificato, il giorno dopo l’elezione, il mattino del 14 marzo 2013, è stata la sua visita a Santa Maria Maggiore per invocare la protezione della Madre di Dio sul suo alto ministero di vicario di Cristo. Nella conversazione con i fedeli del Movimento di Schönstatt del 25 ottobre 2014, Papa Francesco ha ribadito che Maria è essenzialmente Madre, annotando che “il cristiano non può essere orfano perché ha Maria come Madre”. E ha aggiunto, con un’immaginosa  riflessione  ecclesiologica:  “Una Chiesa senza Maria è un orfanotrofio”! Il Papa ci tiene a sottolineare il ruolo fondamentale di Maria: “Lei è Madre - ha aggiunto - perché ci porta a Gesù e ci aiuta con la grazia dello Spirito Santo perché Gesù nasca e cresca in noi”. Una mariologia, come si vede, eminentemente cristologica. La missione di Maria è quella di portare i figli e le figlie al Figlio. In  quell’incontro  Papa  Francesco  ha  invitato i fedeli a scorgere in Maria “una Maestra di vita spirituale, la prima che ha seguito Gesù lungo la ‘via stretta’ della Croce dandoci l’esempio”, e non vedere in lei una signora “irraggiungibile e quindi inimitabile”; ha esortato a considerarla la “benedetta per aver creduto” alla Parola del Signore (Lc 1, 42.45) e non una “santina, alla quale si ricorre per ricevere dei favori a basso costo”; ha suggerito di contemplare “la Vergine Maria del Vangelo, venerata dalla Chiesa orante”, e non “invece una Maria abbozzata da sensibilità soggettive che la vedono tenere fermo il braccio giustiziere di Dio, pronto a punire”, e neppure “una Maria migliore di Cristo, visto come giudice spietato, più misericordiosa dell’Agnello immolato per noi”. Il Papa avverte in proposito che bisogna anteporre la misericordia di Dio al suo giudizio e che, comunque il suo giudizio è sempre fatto alla luce della  sua  misericordia. Anche  in  questo  Maria  è un  riflesso  della  bontà  divina,  lei  che  nella Salve Regina è invocata come “Madre di misericordia”.