Il Messaggio della Santa Casa

LE DONNE NELLA BIBBIA La povera vedova al tempio

S.E. Mons. G.Tonucci Arcivescovo emerito di Loreto

Parliamo di una donna che Gesù vede appena per un momento, e che gli offre lo spunto per un insegnamento preciso e tagliente. Una  prova  in  più  di quanto  il  Signore  sia  attento a guardare lo svolgersi della vita, le piccole e grandi storie di ogni giorno, per trarne ogni volta la ragione per una riflessione e un messaggio da trasmettere. Per ciascuno di noi questo è un esempio di comportamento, che ci invita a non passare attraverso la vita con un atteggiamento distratto e superficiale. Ci sono sempre lezioni nuove, cose da cogliere e da capire, e noi non possiamo trascurare di vedere, ascoltare e trarne le conseguenze.
La scena si svolge in uno dei cortili interni del tempio di Gerusalemme, nel quale era permesso di entrare anche alle donne. Era lì collocato il tesoro, un grosso forziere, controllato da un sacerdote incaricato, nel quale erano depositate le offerte dei fedeli, da usare poi per i tanti servizi del culto quotidianamente officiato nel tempio. Il  vangelo  di  Marco  (12,41-44)  racconta  che Gesù, accompagnato da alcuni discepoli, si era seduto lì vicino, e guardava la gente che, passando di  fronte  al  forziere,  gettava  la  propria  donazione. Da buon osservatore, il Signore si accorge del modo  in  cui  le  diverse  persone  facevano  la  propria offerta: in molti gettavano monete, ma “tanti ricchi ne gettavano molte”. Possiamo quasi sentire il suono delle tante monete che cadono nel forziere, e vediamo i ricchi che, dopo aver fatto il loro gesto, si allontanavano fieri di se stessi, sapendo bene che quel tintinnio era stato sentito anche da altri, e che quindi la loro generosità era stata notata e, senza dubbio, ammirata. Ora si avvicina una persona  diversa,  che  Marco  descrive  come  “una vedova  povera”,  una  donna  quindi  che,  avendo perduto  lo  sposo,  e  non  avendo  il  sostegno  dei figli, era ridotta ad estrema povertà. L’assenza di qualsiasi tipo di sicurezza sociale, rendeva allora 
la condizione delle vedove molto precaria, e sempre indicata come la più misera tra tutte le possibili condizioni svantaggiate. Anche nei libri dell’Antico  Testamento,  gli  Israeliti  sono  spesso  esortati ad avere un occhio di riguardo per le tre categorie di persone più deboli: le vedove, appunto, gli orfani e i forestieri. La donna si avvicina al forziere e vi deposita due  monetine,  “che  fanno  un  soldo”.  Un’offerta da poco, che non attira l’attenzione di nessuno e che cade sulle altre monete senza fare neppure un piccolo suono. Certamente nessuno ha fatto caso alla povera vedova e, se qualcuno l’ha notata, probabilmente ha sorriso alla pochezza dell’oblazione, che neppure meritava di essere fatta. Ma se il gesto della donna passa per lo più inosservato, e se al massimo suscita solo una considerazione di sufficienza, per Gesù ha un significato profondo e deve  essere  sottolineato.  Per  questo,  egli  chiama a sé i suoi discepoli, che forse stavano girellando nell’atrio, per ammirare la bellezza delle strutture e la quantità di gente che vi si trovava. La lezione che Gesù ha per loro, e per noi, è chiara: “Questa vedova,  così  povera,  ha  gettato  nel  tesoro  più  di tutti gli altri”. La cosa deve essere sembrata strana: anche i discepoli vedevano le persone che facevano le offerte; anche loro avevano ascoltato il tintinnio delle monete. Come può essere che proprio quelle due monetine insignificanti abbiano potuto richiamare l’attenzione del Maestro? La spiegazione segue subito, e non lascia dubbi: “Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei  invece,  nella  sua  miseria,  vi  ha  gettato  tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. Per  chi  ha  tanto,  è  facile  essere  generosi.  Quello che  offro,  non  scalfisce  neppure  un  po’  la  mia  sicurezza economica, perché sto dando qualcosa di cui posso fare tranquillamente a meno: è solo una parte del mio superfluo, quindi qualcosa che mi è di avanzo. Faccio bella figura, ma in realtà non ne subisco nessun danno. 
La vedova, invece, agisce in una situazione di estrema povertà. Gesù lo ripete, perché vuole che capiamo bene: “Questa vedova, così povera … nella sua miseria”. Per fare la sua offerta, la poveretta si è privata di qualcosa, “tutto quanto aveva per vivere”. Il suo è stato un vero sacrificio,  un  vero  atto  di  fede  e  di  coraggio:  ha saputo affidarsi alla Provvidenza, facendo dono a Dio del poco che aveva, ma che per lei era tanto. 
Un esempio bello di generosità e di fiducia in Dio, dal quale tutti possiamo imparare. E non solo da ammirare, ma soprattutto da imitare.