Il Messaggio della Santa Casa

EDITORIALE La Santa Casa “Arca della nuova Alleanza”

p. Giuseppe Santarelli

Il celebre drammaturgo spagnolo Calderon de La Barca nel 1644 scrisse un “auto” - cioè una rappresentazione teatrale sacra - intitolato A Maria el corazòn (A Maria il cuore), ambientato nel santuario di Loreto. 
L’autore stabilisce una singolare analogia tra l’Arca dell’Alleanza del popolo ebraico e la Santa Casa di Loreto. Egli scrive che la dimora nazaretana della Beata Vergine, “secondo il precetto divino”, fu trasportata dagli angeli e fece in Dalmazia la prima sosta, “così come l’antica Arca dell’Alleanza pellegrinava a volo da regione a regione in Israele”. 
Nel 1891 un felice scrittore francese, Paul Pierre Arrighi, pubblicò un volume sulla Santa Casa dal suggestivo titolo: L’Arche nouvelle (L’Arca novella). La stessa Vergine Maria nelle Litanie Lauretane è invocata quale “Arca dell’Alleanza” (Foederis Arca). L’esegesi biblica, nel commentare il suo viaggio dalla sua Casa di Nazareth alla Casa di Elisabetta, ad Ain-Karim, attraverso aspri sentieri, scorge in lei la nuova Arca d’Israele che porta in sé il Salvatore, autore della nuova ed eterna Alleanza. Un inno lauretano, intitolato la Madonna della Visitazione, musicato dal M° Giuliano Viabile, nella prima strofa recita così: 
“Un bel dì, pellegrina di fede, / missionaria d’amore e speranza, /Arca santa di Nuova Alleanza, / la tua casa lasciasti, Maria / e, ostensorio vivente per via, / tu portavi ai fratelli Gesù”.
Nel presente discorso però l’analogia è stabilita non tra una cosa (l’Arca) e una persona (Maria), bensì tra due cose: tra l’Arca del popolo eletto e la Casa della Vergine. L’Arca rappresentava in maniera sensibile la presenza di Dio in mezzo al suo popolo e soprattutto era segno della sua alleanza con lo stesso, in quanto conteneva le tavole dell’alleanza. La Santa Casa può essere considerata, in senso analogico, l’Arca della nuova Alleanza perché ha accolto tra le sue mura l’Autore stesso della nuova Alleanza, Cristo Gesù, il quale con la sua vita nascosta di Nazaret, con il suo annuncio della buona novella, con la sua passione, morte e risurrezione ha rappacificato la famiglia umana con Dio. In lui è stata stabilita una nuova Alleanza tra Dio e gli uomini, Alleanza definitiva che salva e redime per l’eternità. L’analogia tra Arca d’Israele e Casa di Nazareth può essere estesa anche all’aspetto accennato dal Calderon: l’una e l’altra vengono trasportate di regione in regione e ovunque portano benedizione. Si conoscono dalle pagine della Bibbia i vari traslochi dell’Arca d’Israele: sono gli uomini che con venerazione e talvolta con tremore la conducono prima verso e poi attraverso le contrade della terra promessa. Per la Santa Casa, l’antica tradizione dice che sono stati gli angeli a trasportarla prima nell’antica Illiria, “presso un certo qual Castello detto Fiume” (Teramano), e poi nell’antico territorio del Comune di Recanati, con tre soste: vicino al mare, nella località detta la Banderuola, su un colle detto dei due fratelli  e  infine  su  una  pubblica  via dove tuttora si trova. La critica storica e i reperti archeologici suggeriscono l’ipotesi di un trasporto della Casa per iniziativa degli uomini, con un’assistenza speciale dall’alto, simboleggiata dagli angeli. Comunque sia, o discesa dall’azzurro del cielo, o approdata dall’azzurro del mare, è sempre - per analogia - Arca della nuova Alleanza e soprattutto - nella realtà - reliquia d’inestimabile valore.